L’IO-Link come standard per i sistemi di presa

Si amplia ulteriormente la gamma di soluzioni di presa messe a disposizione dei clienti dallo specialista tedesco Zimmer. Alla serie ibrida, che combina tecnologia pneumatica ed elettrica, si affiancano ora la serie di pinze elettriche con sistema di monitoraggio integrato e le pinze collaborative che rispettano gli standard di sicurezza per l’interazione con gli operatori. Filo conduttore tra i vari modelli è il controllo tramite IO-Link.

di Cesare Pizzorno

Le ultime rassegne fieristiche, Automatica in primis, hanno messo in luce le caratteristiche dei modelli di punta dell’ampia gamma Zimmer, sempre più orientati verso i requisiti di Industria 4.0. Le pinze elettriche della serie GEH6000IL, in particolare, hanno una forma costruttiva particolarmente compatta ma garantiscono una corsa molto lunga e la possibilità di regolare forza (da 70 N a 1.900 N, in base alla taglia), posizione delle ganasce e velocità di spostamento.
La pinza è equipaggiata con un motore brushless a corrente continua, praticamente immune all’usura, che assicura una lunga durata della pinza. Il sistema di monitoraggio integrato delle posizioni delle dita di presa/ganasce elimina la necessità di sensori esterni, mentre il mantenimento della forza di presa in caso di caduta di corrente è assicurato dal meccanismo con ingranaggio dentato e vite senza fine di cui è dotata la pinza. Le pinze della serie GEH6000IL sono predisposte per interfacciarsi con lo standard di comunicazione IO-Link, utilizzando un solo cavo. Il controllo tramite IO-Link consente di mettere in pratica servizi che fanno parte del concetto di produzione digitalizzata, come diagnostica avanzata o manutenzione preventiva.
Sempre l’IO-Link permette di impostare i parametri di utilizzo su una pinza e poi copiarli sulle altre, senza ripetere la procedura di impostazione. Inoltre, in caso di mancanza improvvisa di corrente, i parametri rimangono impostati e non occorre procedere a una nuova programmazione.

Pinze pienamente collaborative
La collaborazione tra uomo e robot è un altro concetto chiave della fabbrica digitale. Proprio pensando all’interazione con gli operatori, Zimmer ha rilasciato le pinze “collaborative” della serie HRC, realizzate sulla base delle caratteristiche della serie GEH6000IL e integrabili, appunto, sui robot collaborativi. Dal punto di vista del design, la pinza ha un case bianco dalle forme arrotondate e senza spigoli vivi. Una fascia a LED indica lo stato della pinza in base al colore (blu = standby; giallo = ganasce in movimento; verde = presa pezzo; rosso = errore). Le pinze collaborative Zimmer rispettano gli standard di sicurezza, riassunti nella normativa ISO/TS15066 sull’interazione uomo-robot. Sempre a proposito di sicurezza, la funzione STO (Safety Torque Off) si attiva in caso di interferenza con le mani di un operatore durante il movimento e fa sì che un dito di presa si svincoli dalla posizione fissa evitando possibili infortuni all’operatore stesso. Così come le pinze elettriche della serie GEH6000IL, anche quelle collaborative sono utilizzabili con il sistema IO-Link.

I benefici della tecnologia ibrida:un compromesso tra pneumatica ed elettronica
Fanno parte del portfolio Zimmer anche le pinze ibride – un compromesso ottimale tra la tecnologia pneumatica e quella elettrica – della serie
GPP5000IL, equipaggiate con un’elettrovalvola integrata che consente un tempo di risposta più veloce del 50% rispetto alle pinze con elettrovalvola esterna. La pinza dispone inoltre di un sensore integrato e monitorabile con tecnologia IO-Link che garantisce una precisione di lettura su tutta la corsa fino a un massimo di 0,05 mm e la possibilità di memorizzare fino a 32 posizioni prestabilite. La predisposizione integrata all’IO-Link consente di effettuare operazioni di manutenzione preventiva.
Dal punto di vista puramente meccanico, poi, la pinza ibrida ricalca le caratteristiche della serie pneumatica 5000, quindi il trattamento DLC (Diamond-Like Carbon) con effetto anti-corrosione, un attrito ridotto al minimo, il grado di protezione IP64 come standard e la possibilità di raggiungere, in condizioni ambientali non proibitive, i 30 milioni di cicli senza manutenzione.