Lavorare sereni, lavorare meglio

Comunicazione interna ed esterna, benessere organizzativo, gestione dello stress, intelligenza emotiva. Concetti che imprenditori, manager e lavoratori affrontano ogni giorno perché hanno un impatto notevole e riconosciuto sulla produttività di un’azienda. Ne abbiamo parlato con le fondatrici di Psicologia ad Alto Potenziale, società di formazione e consulenza che offre supporto proprio su questi aspetti e che ha stretto con AIdAM un accordo di collaborazione.

di Cesare Pizzorno

Cosa ci fanno due psicologhe – con tanto di dottorato di ricerca – in fabbrica? Semplice: aiutano tutti, dal management fino agli operatori di stabilimento, a lavorare meglio. Fortunatamente, infatti, nell’attuale scenario industriale cresce l’attenzione verso le cosiddette soft skill, non più viste come competenze accessorie nel bagaglio dei lavoratori.
“La nostra società si occupa di consulenza e formazione”, spiega Francesca Cilento, che ha fondato Psicologia ad Alto Potenziale insieme ad Alessandra Grassi. “L’attività di formazione, in particolare, ha due anime: una legata alla formazione professionale e l’altra relativa alla sfera personale del lavoratore. L’obiettivo è fornire alle persone, attraverso i corsi, degli strumenti che li aiutino, per esempio, a collaborare con i colleghi, gestire le dinamiche di gruppo, gestire il tempo, delegare, affrontare lo stress lavoro correlato e così via”.
Oltre all’aspetto del benessere organizzativo, il catalogo dei percorsi formativi comprende l’area della comunicazione interna, relativa quindi al gruppo di lavoro e alla gestione del conflitto; l’area della comunicazione esterna, basata sul rapporto con fornitori, clienti, committenti; infine, l’area della comunicazione digitale, che mira a una gestione ottimale del comportamento attraverso i nuovi media.

Percorsi a misura di PMI
Ma è possibile rilevare la ricaduta di simili interventi formativi? “Si possono usare dei veri e propri indicatori che misurino l’efficacia dell’azione formativa – risponde Alessandra Grassi – anche se non tutti si adattano al contesto italiano. In generale, comunque, è importante che i percorsi che noi proponiamo siano supportati da una cultura manageriale davvero aperta e che siano identificati pochi obiettivi ben definiti”.
A proposito di cultura manageriale, sarebbe fuorviante pensare che la questione riguardi soltanto, o soprattutto, le grandi aziende. “Lavoriamo molto con le PMI e, spesso, direttamente con gli imprenditori che avvertono il bisogno di formazione, anche se poi tocca a noi capire quali sono le esigenze concrete e come deve essere strutturato il percorso. Ci sono, tuttavia, delle differenze tra PMI e aziende più grandi relativamente ai bisogni. Con le imprese più piccole, infatti, lavoriamo spesso sulle dinamiche e la gestione del gruppo, mentre con le imprese più strutturate si agisce su aspetti come la gestione del conflitto o dello stress”, aggiunge la dott.ssa Grassi.

Come si orienta il bisogno di formazione
Senza ricorrere alla celebre piramide di Maslow – che in psicologia identifica la gerarchia dei bisogni, dai più elementari ai più complessi – quali sono le principali esigenze che emergono dall’interlocuzione con imprenditori e manager del mondo manifatturiero? “Dal nostro punto di vista, direi la necessità di delegare, innanzitutto, nel senso di dare spazio agli altri perché l’azienda diventi un po’ più condivisa. Anche una più efficace gestione del tempo è un’esigenza molto sentita”, racconta la dott.ssa Cilento.
“Quello che chiedono più spesso i nostri interlocutori, invece, è un aiuto per dare motivazione ai dipendenti”, aggiunge Alessandra Grassi. “Si tratta di un’esigenza nobile perché pone il dipendente al primo posto, anche se spesso l’imprenditore o il manager esprime in maniera piuttosto generica la necessità che i lavoratori siano più coinvolti, senza tuttavia avere ben chiaro come fare o in che modo”.

Quanto conta il benessere dei lavoratori
Psicologia ad Alto Potenziale ha avviato una collaborazione con AIdAM, mettendo a disposizione delle aziende associate le proprie competenze. “Pensiamo che sia molto importante collaborare con le associazioni di categoria perché offrono un punto di vista privilegiato su un settore, nonché una visione differente delle aziende e dei lavoratori, veicolando, come nel caso di AIdAM, un sistema valoriale che sposiamo in toto”, afferma Francesca Cilento. “Uno dei nostri obiettivi è trasmettere agli imprenditori il messaggio che il benessere dei dipendenti è un aspetto davvero importante negli ambienti di lavoro. Siamo assolutamente convinte che la cultura manageriale debba passare da lì: il dipendente che sta bene è il dipendente che lavora. E l’imprenditore che sta bene è l’imprenditore motivato, che sa incentivare i suoi collaboratori anche dando i feedback corretti”.